Griglia sull’impatto delle tecnologie digitali su individui, organizzazioni e collettività.
Approfondimenti

23/09/2026

Sanità digitale e sostenibilità: un nuovo modello di impatto per il settore

Il framework propone una lettura integrata dei benefici del digitale

Un approccio integrato alla sostenibilità in sanità

La sostenibilità è una priorità strategica per i sistemi sanitari, sempre più chiamati a garantire equità, efficienza e resilienza. Tuttavia, per comprendere appieno l’impatto della sanità digitale, è necessario superare una visione parziale, spesso limitata a soli indicatori economici o ambientali. Il framework elaborato dall’Osservatorio Sanità Digitale offre una chiave di lettura strutturata per valutare l’impatto delle tecnologie digitali sulla sostenibilità, articolata in tre dimensioni principali – economica, sociale e ambientale – e tre livelli analitici: individuo, organizzazione e collettività.

 

Dai modelli teorici all’applicazione nel contesto sanitario

Il framework si basa su modelli consolidati come la Triple Bottom Line, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), la Doughnut Economics e la Impact Value Chain, rielaborati in ottica sanitaria. Diversamente da altri settori orientati al profitto, la sostenibilità economica in sanità si misura non sulla massimizzazione dei margini, ma sul raggiungimento di un equilibrio economico-finanziario duraturo. Questo significa valutare il rapporto costo-efficacia delle soluzioni digitali, l’ottimizzazione delle risorse disponibili e i risparmi ottenuti grazie a percorsi di cura più appropriati e alla prevenzione.

 

Tre dimensioni, tre livelli, un’unica chiave di lettura

Il modello proposto considera in maniera integrata le dimensioni economica, sociale e ambientale. L’aspetto economico riguarda l’allocazione efficiente delle risorse, la riduzione degli sprechi e i costi evitati grazie all’uso del digitale, senza dimenticare però i nuovi investimenti richiesti. La dimensione sociale comprende l’accessibilità, la personalizzazione delle cure, il benessere psicologico del paziente, l’evoluzione del ruolo dei professionisti e l’impatto sui carichi di lavoro.

L’ambiente, infine, entra nella valutazione attraverso il risparmio di materiali, la riduzione degli spostamenti, ma anche i potenziali impatti negativi legati al consumo energetico o allo smaltimento dei dispositivi.

Queste tre dimensioni si intrecciano con tre livelli di impatto: quello individuale, che riguarda pazienti, professionisti sanitari e caregiver; quello organizzativo, che include le strutture sanitarie, le farmacie e i centri di ricerca; e infine quello collettivo, riferito ai sistemi sanitari regionali e nazionali, fino alle reti sovranazionali.

 

Dal concetto di “impact chain” alla logica di “impact network”

Uno degli elementi più innovativi del framework è il superamento della logica lineare dell’impact chain, in favore di una rete di impatti interconnessi. Le tecnologie digitali, infatti, non producono effetti isolati, ma attivano meccanismi che si propagano trasversalmente tra individui, organizzazioni e collettività. Un esempio emblematico è quello della televisita: consente un risparmio di tempo e denaro per il paziente, ottimizza l’organizzazione del lavoro medico e, riducendo gli spostamenti, contribuisce anche alla diminuzione delle emissioni.

 

Verso un uso consapevole e strategico del digitale

L’obiettivo del framework non è solo misurare l’impatto, ma anche orientare scelte di policy, progettazione e investimento. Fornendo una base condivisa di analisi, può supportare decisori pubblici, professionisti e stakeholder nel promuovere un’adozione del digitale realmente sostenibile.

Una sanità digitale responsabile non si limita a introdurre nuove tecnologie, ma le sviluppa in modo da essere equa, inclusiva e rispettosa dell’ambiente.

 

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