In occasione del convegno Life Science: costruire il futuro tra digitale, algoritmi e nuove competenze, tenutosi il 9 luglio 2025, l’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano ha presentato un aggiornamento sullo stato delle Terapie Digitali (DTx) in Italia e a livello internazionale. Le evidenze delineano un quadro articolato: da un lato cresce la disponibilità e l’interesse, dall’altro emergono limiti strutturali e organizzativi che rallentano l’adozione su larga scala.
Propensione alla prescrizione
Secondo i dati raccolti, il 45% dei medici specialisti italiani si dichiara propenso a prescrivere Terapie Digitali, una volta che ciò sarà possibile nel contesto normativo nazionale. La percentuale risulta in crescita rispetto all’anno precedente e sale ulteriormente – fino al 60% – tra coloro che dichiarano di conoscere le differenze tra DTx e le più comuni App per la salute. Questo dato suggerisce che una maggiore comprensione della natura, degli obiettivi terapeutici e del livello di evidenza clinica delle DTx può incidere positivamente sull’intenzione prescrittiva.
Parallelamente, emerge un forte interesse per percorsi formativi mirati: circa il 70% dei medici specialisti ha espresso la volontà di approfondire il tema attraverso attività strutturate. Il bisogno formativo appare centrale per colmare un gap informativo e accompagnare una futura fase prescrittiva, una volta chiarito il quadro regolatorio.
Le imprese tra opportunità e ostacoli
Dal lato dell’offerta, le aziende dell’ecosistema Life Science vedono nelle DTx un’opportunità concreta per generare valore. Il 65% le considera uno strumento efficace per supportare i pazienti, il 58% per affiancare i professionisti sanitari e il 46% per raccogliere dati real-world utili per la ricerca clinica.
Tuttavia, numerose sono le criticità segnalate: il 62% delle imprese evidenzia la necessità di un upskilling significativo delle competenze interne; il 54% rileva difficoltà nella valutazione del ritorno sull’investimento; ma soprattutto, il 69% indica come ostacolo principale l’assenza di un contesto normativo definito. La mancanza di riferimenti chiari in termini di requisiti, autorizzazioni e modelli di rimborso rappresenta un freno per l’integrazione delle DTx nei modelli di business esistenti.
Verso una regolazione italiana delle DTx
Sul fronte istituzionale, un importante passo è stato compiuto lo scorso 2 luglio 2025, con l’adozione da parte della Commissione Affari Sociali della Camera di un testo base unificato che integra tre proposte di legge precedentemente presentate. Il documento fornisce per la prima volta una definizione normativa delle Terapie Digitali e disciplina le modalità di valutazione, prevedendo l’istituzione di un Comitato nazionale presso il Ministero della Salute.
Tale Comitato sarà incaricato di guidare l’inserimento delle DTx nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sulla base di evidenze scientifiche consolidate. A conferma dell’attenzione istituzionale, da tempo è attivo anche l’intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra attori politici, accademici e industriali e di accompagnare l’introduzione delle DTx nel sistema salute in modo sostenibile e strutturato.
Un mercato internazionale dinamico
A livello globale, il mercato delle Terapie Digitali continua a mostrarsi dinamico. Rispetto all’inizio del 2024, nei primi sei mesi dell’anno si sono registrate 24 nuove soluzioni immesse sul mercato e 5 ritiri, per un totale di 112 DTx attualmente attive. Le principali aree terapeutiche in cui trovano applicazione sono la salute mentale (35%), l’endocrinologia (22%), la reumatologia (9%) e la neurologia (9%), in sostanziale stabilità rispetto ai dati dell’anno precedente.
Cambia invece il modo in cui le DTx vengono impiegate: cala significativamente (dal 43% al 29%) la quota di soluzioni utilizzate in modalità stand-alone – ovvero indipendenti da farmaci o altre terapie – mentre cresce l’uso combinato, che arriva al 37% rispetto al 29% rilevato a inizio 2024. Questo trend evidenzia una crescente propensione verso modelli terapeutici integrati, in cui la DTx non sostituisce ma affianca percorsi terapeutici esistenti.
Offerta e aspettative: un disallineamento da colmare
Nonostante il dinamismo del mercato, l’analisi delle funzionalità offerte dalle DTx mostra una copertura ancora parziale rispetto alle aspettative espresse dai pazienti. Se il monitoraggio dei progressi – richiesto dal 64% degli utenti – è ormai presente nella maggior parte delle soluzioni, altre funzioni restano meno sviluppate.
In particolare, la possibilità di comunicare con il medico, considerata prioritaria da tre pazienti su quattro, è attualmente disponibile solo nel 46% delle DTx. Anche le notifiche (es. promemoria per l’assunzione di farmaci), desiderate dal 65% degli utenti, sono presenti in meno della metà delle soluzioni. In controtendenza, la funzionalità che consente l’integrazione con sensori e dispositivi wearable – utile per raccogliere automaticamente dati real-world – è disponibile nella totalità delle DTx in commercio, confermando la centralità di questo aspetto per produttori e sviluppatori.
Quale scenario per le Terapie Digitali?
Le evidenze raccolte dall’Osservatorio Life Science Innovation delineano un settore in evoluzione, in cui l’adozione delle Terapie Digitali dipende sempre più da tre fattori chiave: definizione normativa, competenze dei professionisti e capacità delle soluzioni di rispondere in modo efficace ai bisogni reali di pazienti e medici. La direzione è tracciata, ma il percorso richiede ancora coesione tra istituzioni, clinici e imprese per trasformare il potenziale delle DTx in valore concreto per il sistema salute.
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