L’integrazione delle tecnologie digitali nella pratica sanitaria richiede competenze adeguate da parte dei professionisti. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ne riconosce l’importanza, prevedendo percorsi formativi specifici per sviluppare competenze di management, con l’obiettivo di formare 6.500 professionisti entro il 2026. Tuttavia, il mero accesso agli strumenti digitali non è sufficiente: senza adeguate competenze, il loro impatto sulla qualità delle cure e sull’efficienza dei processi sanitari risulterebbe limitato.
L’Osservatorio Sanità Digitale ha sviluppato un modello di riferimento per analizzare le competenze digitali, articolato in quattro aree fondamentali: Digital Literacy, eHealth Competences, Digital Soft Skills ed eLeadership. Questo modello consente di identificare le competenze essenziali e le aree di miglioramento per garantire un’adozione efficace delle tecnologie digitali, non solo dal punto di vista tecnico ma anche nelle pratiche quotidiane e nei processi decisionali.
Diffusione delle competenze digitali tra i professionisti sanitari
Le competenze digitali si articolano in diverse dimensioni. La Digital Literacy, che riguarda l’uso quotidiano delle tecnologie, è diffusa tra i medici: oltre il 90% utilizza chat per comunicare, l’85% effettua acquisti online e più del 60% possiede competenze sopra la sufficienza nei principali ambiti digitali. Tuttavia, l’utilizzo di strumenti avanzati, come assistenti vocali e chatbot, è meno diffuso. Questo suggerisce che, sebbene i medici abbiano acquisito familiarità con le tecnologie digitali per uso personale, non sempre sono in grado di trasferire queste competenze alla pratica clinica.
Le eHealth Competences riguardano l’uso delle tecnologie specifiche per la pratica medica. Strumenti per la raccolta e archiviazione delle informazioni sono ampiamente utilizzati, mentre solo il 50% dei medici specialisti fa uso della Cartella Clinica Elettronica, evidenziando una necessità di potenziamento delle competenze specifiche. Complessivamente, solo il 4% dei medici possiede un livello sufficiente in tutte le aree di competenza, segnale di un margine di miglioramento significativo. È cruciale comprendere che queste competenze non riguardano solo la capacità di utilizzare gli strumenti, ma anche di integrarli efficacemente nei processi decisionali e clinici.
Le Digital Soft Skills, come la comunicazione efficace tra colleghi, sono fondamentali in un sistema sanitario sempre più integrato. Tuttavia, emergono lacune nella capacità di innovare i processi attraverso il digitale. Per gli infermieri, inoltre, si rileva una difficoltà nella comunicazione con i pazienti tramite strumenti digitali, competenza essenziale nell’implementazione della telemedicina. La capacità di trasmettere informazioni in modo chiaro e comprensibile, attraverso canali digitali, diventerà sempre più importante con l’aumento delle visite da remoto e dei servizi di assistenza virtuale.
Infine, le competenze di eLeadership, legate alla gestione dell’innovazione, risultano poco diffuse. Solo un professionista sanitario su tre si ritiene adeguatamente preparato. I medici specialisti e gli infermieri manifestano difficoltà nella gestione del cambiamento e nella valutazione degli esiti dei progetti digitali, mentre i medici di medicina generale necessitano di una maggiore comprensione dell’impatto delle tecnologie sui processi di cura. Per garantire un’effettiva trasformazione digitale, non basta che i professionisti sanitari apprendano a usare nuove tecnologie: devono sviluppare anche la capacità di guidare il cambiamento e favorire la diffusione di buone pratiche tra i colleghi.
Strategie per lo sviluppo delle competenze digitali
Per migliorare le competenze digitali è utile adottare un approccio basato su cluster di professionisti con esigenze formative differenziate. I professionisti con competenze più sviluppate possono essere coinvolti nel supporto ai colleghi meno esperti, assumendo un ruolo di riferimento nei processi di innovazione. I medici con minore esperienza nell’uso del digitale beneficerebbero di formazione on the job, affiancata da soluzioni tecnologiche più user-friendly. I professionisti che già utilizzano strumenti digitali ma con competenze limitate, necessitano di una maggiore consapevolezza e di formazione specifica sulle eHealth Competences.
Inoltre, i programmi di formazione dovrebbero prevedere un approccio modulare e personalizzato, che tenga conto delle specificità dei vari ruoli sanitari. L’uso di simulazioni, casi pratici e affiancamenti può migliorare l’apprendimento e favorire un utilizzo più efficace delle tecnologie digitali nella pratica clinica.
Qual è il ruolo per le competenze nella sanità digitale?
Il rafforzamento delle competenze digitali dei professionisti sanitari è un passaggio fondamentale per la trasformazione della sanità. Le azioni formative devono essere mirate e differenziate, tenendo conto delle diverse esigenze dei professionisti. Un’adozione più ampia e consapevole delle tecnologie digitali permetterà di migliorare l’efficienza e l’integrazione del sistema sanitario. La sfida non è solo rendere disponibili strumenti digitali, ma creare le condizioni affinché i professionisti sanitari li utilizzino al meglio, traducendo le opportunità tecnologiche in un miglioramento concreto della qualità delle cure.

